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Aug 27 2019

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Come guadagnano i siti che confrontano prezzi, mutui e assicurazioni

Come guadagnano i siti che confrontano prezzi, mutui e assicurazioni

I portali che comparano tariffe e bollette promettono di farti risparmiare e investono molto in pubblicità e comunicazione. Da dove incassano denaro?

Risparmiare è un verbo che vende. Lo hanno capito bene i gestori dei siti che comparano prezzi, tariffe, bollette e mutui: sul risparmio hanno costruito la propria fortuna. Il mestiere non è nuovo e ci si sono tuffati in molti. Basta digitare “confronto bollette” su un qualsiasi motore di ricerca e compaiono almeno trenta siti tra i primi risultati. E ciascuno promette il miglior prezzo su luce e gas. I più grandi puntano alla televisione, il focolare della casa degli italiani. Il ritornello dei loro slogan è frequente tanto quello di case automobilistiche e compagnie telefoniche. Investimenti giustificati solo da altrettanti ritorni economici.

Segugio.it è uno dei frequentatori più assidui dei consigli per gli acquisti televisivi. Il comparatore di prodotti finanziari e assicurativi, d’altronde, fa parte di una galassia articolata qual è il gruppo Mutuionline (Mol), quotato al listino Star della Borsa di Milano. Mol controlla altri sei portali comparatori – Mutuionline, per l’appunto, Prestitionline, Cercassicurazioni, Confrontaconti, Klikkapromo e Trovaprezzi – più i siti Trovabanche e Trovagenzie, per individuare istituti di credito e filiali assicurative, e la società di mediazione creditizia Money 360.

E questo è solo ciò che si vede online, perché Mol detiene il 100% di una società immobiliare per gestire le sedi delle proprie controllate, e una divisione specializzata in intermediazione finanziaria che si articola in dieci aziende.

Dal 2012 il titolo di Mol è in crescita. Negli ultimi dodici mesi ha guadagnato il 37% del valore. Due anni fa (ultimo dato disponibile) la società ha fatturato oltre 120 milioni di euro e ha avuto un utile netto di 23 milioni. Numeri che giustificano gli investimenti in pubblicità. “Nel 2015 abbiamo speso 16 milioni di euro in costi di marketing, principalmente concentrati su comunicazione televisiva e radiofonica nonché presenza su motori di ricerca e altri siti internet“, spiega il patron. “Nel 2016 abbiamo continuato a investire a un ritmo sostenuto e prevediamo di fare lo stesso nel 2017”.

Azionisti del gruppo sono una società lussemburghese, Alma Ventures sa, con la quota principale del 32,5%, i tedeschi diInvestmentaktiengesellschaft für langfristige investoren tgv (20,2%) e Frankfurter aktienfonds für stiftungen (5%). Un 6% è in mano a Mol stessa. Da dove guadagna la società? Dalle commissioni. Chi firma un mutuo o una polizza tramite i portali del gruppo, genera un commissione che la banca o l’assicurazione versano a Mol.Tale remunerazione non aumenta il prezzo dei prodotti o servizi per i consumatori”, precisa Pescarmona. E così è anche per la maggior parte degli altri concorrenti: chi vende il servizio tramite il portale, riconosce una fee, che non grava sul prezzo finale.

La percentuale sul contratto

È il caso di Sostariffe.it, portale lanciato nel 2010 e specializzato nel confronto di contratti per luce, gas, telefonia, adsl e internet, conti correnti, carte di credito, prestiti, assicurazioni e pay tv. In media, per un contratto di servizi di telefonia Sostariffe.it incassa 80 euro, per l’energia circa 40 euro e per i prodotti finanziari in media 60 euro. Queste commissioni hanno contribuito a sviluppare nel 2015 un fatturato di 3,2 milioni di euro e le previsioni sui conti dell’anno scorso sono di 5,1 milioni.

Al momento in Italia opera un team di 25 professionisti – comunicano dalla società – Dato il successo dei primi anni di attività è stata aperta nel 2014 una struttura di consulenza telefonica, operativa da Tirana”, dove lavorano 200 persone.

Facile.it ha chiuso il 2015 con un fatturato di 45 milioni di euro. “In media cresciamo ogni anni nell’ordine del 20%-30% ed è il tasso che manterremo anche quest’anno”, spiega Mauro Giacobbe, amministratore delegato della compagnia. “Dai fornitori riceviamo una commissione per ogni contratto venduto. Per i mutui si aggira in media intorno all’1%, per i prestiti tra il 2% e il 3%”. “Lo specifichiamo ai clienti”, aggiunge Giacobbe. “Nel contratto è inserita la quota che riceverà Facile.it e che non è un extracosto per il cliente”. Nato nel 2008 come Assicurazione.it, Facile ora si è allargato anche al segmento dei prestiti, dei conti correnti e delle bollette, impiegando circa 200 persone nella sede di Milano.

L’anno scorso abbiamo intermediato mutui per 400 milioni di euro e in media riceviamo una commissione dell’1%”, spiega Stefano Rossini, ex Mol, fondatore di Mutuisupermarket e del fratello, Prestitisupermarket. A conti fatti, nelle casse della società sono entrati 4 milioni di euro. Il meccanismo che regola i rapporti tra questi portali e banche o assicurazioni è quello della vendita con successo. Il portale raccoglie la richiesta dell’utente, dopo avergli presentato le offerte. I consulenti lo contattano, definiscono le condizioni del servizio e lo presentano alla banca. Se il prestito va in porto, scatta la commissione.

Funziona così anche per Kayak, meta motore di ricerca nel settore viaggi nato nel 2004 negli Stati Uniti. Gli utenti di Kayak vengono reindirizzati ai siti delle agenzie di viaggio o degli operatori turistici per concludere la transazione. In taluni casi è Kayak stessa a gestire l’acquisto. In entrambi i casi, il gruppo beneficia delle entrate dei fornitori. “I nostri profitti derivano dalla distribuzione delle entrate ai provider e alle Ota (online travel agency, ndr)”, dice Gurhan Karaagac, direttore regionale per Kayak Italia, Grecia, Turchia e bacino del Mediterraneo.

Sa che siamo stati i primi in Europa a sviluppare un sistema di comparazione della rc auto, con una serie di fogli Excel concatenati tra loro?Raccogliamo 40 domande nel primo foglio Excel, che rimanda le risposte ai fogli elettronici delle varie compagnie e restituisce i prezzi”. Vincenzo Somma è il direttore di Altroconsumo Finanza, che si occupa di consulenza in materia di soldi per l’associazione di consumatori.

Con i suoi 396mila soci Altroconsumo è la più grande organizzazione del settore in Italia. E proprio per i suoi iscritti è nato il servizio di comparazione, ora in parte aperto a tutti sul web. Come è avvenuto in occasione del Black Friday, quando l’associazione ha pubblicato i confronti tra offerte stracciate solo in apparenza. Quindi niente commissioni dai contratti sottoscritti, ma un finanziamento che arriva dagli abbonamenti.

Nel 2015 (ultimi dati disponibili) la piattaforma di confronto di Altroconsumo ha ricevuto un milione 87.818 accessi, di cui circa la metà per la sola telefonia. L’associazione ha 90 comparatori: dai telefonini alle macchine fotografiche, dai tablet alle lavatrici, dai seggiolini per neonati agli pneumatici fino ai prodotti della spesa o ai servizi finanziari.

Non confrontiamo solo il prezzo”, dice Maurizio Garbin, coordinatore dell’area prezzi. “Noi acquistiamo il prodotto, lo testiamo, controlliamo le clausole ed esercitiamo il diritto di recesso per verificare come si comporta il venditore”. L’associazione effettua anche rilevazioni sui negozi di vicinato– 280 ogni settimana – e su quelli online – 60 ogni giorno – per indicare dove si trovi il miglior prezzo.

Facciamo anche profili di rischio”, precisa Marco Bulfon, specializzato in telefonia ed energia. “Anche se l’offerta presenta delle opportunità,inseriamo degli alert per precisare gli aspetti negativi. Sostariffe prevede un’indicizzazione per velocità di navigazione in internet, quando si cercano le offerte adsl. Mutuisupermarket invece pubblica un preventivo su come può evolvere la rata a tasso variabile nel tempo e offre una valutazione dell’immobile online.

Ai portali di comparazione non si rivolgono solo i più giovani. “Il 40% delle persone che hanno fatto richiesta di un mutuo ha più di 46 anni”, commenta Rossini. “Gli altri operatori non ci hanno sottratto utenti – spiega Somma di Altroconsumo – al contrario hanno allargato il mercato”. Due anni fa è nato Mioassicuratore.it, startup specializzata in polizze nel ramo danni, quindi casa, infortuni e rc professionali, uscendo dal campo auto già ben presidiato.

Secondo il fondatore di Mutuisupermarket, il mercato dei comparatori finanziari è un territorio ancora da scoprire. “Nei mercati anglosassoni i comparatori coprono una distribuzione dei mutui tra il 30% e il 50% del totale erogato – osserva Rossini – In Italia siamo sotto al 10%. Vuol dire che possiamo ancora duplicare o triplicare il mercato”.

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Written by Cosa Nostra



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